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la capacità immaginifica, in aperto contrasto con il modo della
concretezza quotidiana, che ogni giorno pur ammiravo e percepivo negli
altri.
Rimanevo colpito dal senso della realtà di chiunque mi circondasse,
mentre l'emozione scaturita da un evento, un'immagine rimaneva dentro
di me, appropriandosi di spazi che superavano quelli finiti del momento
stesso dell'accadimento, inducendomi a fruire della vita come di una
successione di emozioni da amplificare fino a soverchiare, di prepotenza,
la realtà stessa, assumendo un proprio esistere nell'animo,
proseguendo, in una cascata di esperienze intimistiche, in spazi non
tangibili eppure così sentiti e vivi da sfumare i confini col
reale...
Nasceva così la pittura dalla mia mano, quale leggero strumento
di narrazione e di concretizzazione alchemica di confine dei due mondi
(reale e interiore) che coesistevano in me.
La pittura diveniva gradualmente parte di un mondo interiore, inesprimibile
a parole, parallelo e forte, sentito e lontano... eppure vivo e palpitante
di emozioni vissute... reali.
L'esperienza individuale di chi spontaneamente
coglie e cerca "altro" nel corso di esperienze pur sempre
provenienti dal reale fa sì che non sia stata necessaria la
ricerca di studi accademici: era tutto così semplice, lì
dentro, e trasfigurabile in attimi su una tela.
La tela, tela di sacco, successivamente anche i ciocchi di legno,
materiali grezzi, reali, concreti e semplici, naturali, quasi che
fossero in ovvia attesa di portare in sé un'immagine: mi sono
parsi adatti a fissare le emozioni, le emozioni provenivano da me,
eppure si lasciavano estrapolare dalla tela e dal legno.
Maestro Michele Curcio
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@ 2007
Maestro Michele Curcio E-mail : info@michelecurcio.it
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